giovani imprenditori che collaborano in una start up

Cos’è il Fondo Resto al Sud e Come Funziona per le Start-up

Il Fondo Resto al Sud è un incentivo pubblico che finanzia start-up e giovani imprenditori nel Sud Italia con contributi a fondo perduto e prestiti agevolati per avviare attività innovative.

Il Fondo Resto al Sud è un’iniziativa promossa dal Governo italiano volta a sostenere la nascita e lo sviluppo di start-up e microimprese nelle regioni del Mezzogiorno. Questo fondo offre un contributo a fondo perduto abbinato a un finanziamento a tasso zero, consentendo agli imprenditori di accedere a capitali senza dover affrontare onerosi oneri finanziari. È una misura particolarmente indicata per chi vuole avviare un’attività nel settore dei servizi, del turismo, dell’artigianato e del commercio, con un focus speciale su giovani e donne under 46 che risiedono nelle regioni ammesse.

In questo articolo approfondiremo nel dettaglio come funziona il Fondo Resto al Sud, quali sono i requisiti per accedervi, i settori beneficiari, le modalità per presentare la domanda e gli effetti concreti di questo incentivo sulle start-up. Vi forniremo un quadro chiaro e completo per comprendere se questa opportunità può essere la spinta giusta per dar vita al vostro progetto imprenditoriale nel Sud Italia.

Cos’è il Fondo Resto al Sud

Il Fondo Resto al Sud è stato istituito con l’obiettivo di promuovere lo sviluppo economico nel Mezzogiorno attraverso il finanziamento di nuove imprese e start-up. Gestito da Invitalia, l’agenzia nazionale per lo sviluppo, questo strumento finanzia progetti nelle regioni Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia.

Obiettivi principali

  • Favorire la creazione di nuove microimprese e start-up da parte di giovani e donne;
  • Incentivare la diversificazione economica e la nascita di imprese innovative;
  • Ridurre il divario economico tra Nord e Sud Italia;
  • Stimolare occupazione e crescita sostenibile.

Chi può accedere al Fondo Resto al Sud

Possono beneficiare del Fondo i soggetti che rispettano i seguenti requisiti:

  • Se residenti in una delle otto regioni ammesse del Mezzogiorno;
  • Avere un’età compresa tra i 18 e i 46 anni;
  • Essere soggetti non titolari di altre attività d’impresa, oppure start-up costituite da non più di 12 mesi;
  • Presentare un progetto imprenditoriale coerente con le linee guida del fondo.

Come funziona il finanziamento

Il Fondo Resto al Sud eroga una somma complessiva che può raggiungere i 50.000 euro per ogni beneficiario (fino a 200.000 euro per gruppi di più soci), così composta:

  1. 40% a fondo perduto: non deve essere restituito;
  2. 60% finanziamento a tasso zero: da restituire in 8 anni, a rate annuali costanti.

Questo modello finanziario facilita l’avvio dell’attività senza richiedere garanzie onerose o particolari patrimoni personali.

Settori ammissibili

Il fondo sostiene business nei seguenti ambiti:

  • Servizi turistici, innovazione e cultura;
  • Artigianato e commercio;
  • Trasformazione di prodotti agricoli (esclusa agricoltura diretta e pesca);
  • Altre attività produttive e di servizi.

Come presentare la domanda

La richiesta di accesso al Fondo Resto al Sud si effettua esclusivamente tramite il portale online di Invitalia. La procedura prevede:

  • Registrazione al portale;
  • Presentazione di un piano d’impresa dettagliato con descrizione del progetto, analisi di mercato e previsioni finanziarie;
  • Caricamento della documentazione richiesta;
  • Invio della domanda e attesa dell’esito di valutazione.

Impatto del Fondo Resto al Sud sulle Start-up

Dal lancio del Fondo, migliaia di giovani imprenditori hanno potuto avviare attività nel Mezzogiorno, generando occupazione e innovazione. Le start-up finanziate mostrano un tasso di sopravvivenza superiore alla media, grazie al supporto economico e alla professionalizzazione offerti dal fondo.

Statistiche rilevanti

AnnoNumero Start-up FinanziateOccupazione GenerataTasso di Sopravvivenza a 3 anni (%)
20212.5007.50078%
20223.1009.30082%

Dettagli e vantaggi del finanziamento a fondo perduto e tasso zero del Fondo Resto al Sud

Il Fondo Resto al Sud è una delle iniziative più interessanti per chi desidera avviare una start-up nel Sud Italia. La sua peculiarità risiede nella combinazione di due forme di finanziamento estremamente vantaggiose: il fondo perduto e il prestito a tasso zero. Ma cosa significa esattamente? Analizziamolo nel dettaglio.

Cos’è il finanziamento a fondo perduto?

Il termine fondo perduto indica una somma di denaro che viene erogata senza l’obbligo di restituzione. È praticamente un regalo per sostenere la nascita o lo sviluppo dell’impresa.

  • Percentuale coperta: fino al 35% delle spese ammissibili
  • Tipologia di spese finanziate: acquisto di macchinari, attrezzature, arredamento, consulenze, formazione
  • Impatto per l’imprenditore: riduce l’onere del capitale iniziale, aumentandone il potenziale di successo

Il prestito a tasso zero: una boccata d’ossigeno

Oltre al contributo a fondo perduto, il Fondo Resto al Sud offre un prestito a tasso zero per la restante parte del finanziamento. Questo significa che i beneficiari non devono pagare interessi sul capitale ottenuto, rendendo il rimborso molto più sostenibile.

  1. Durata: fino a 8 anni, con un possibile preammortamento di 24 mesi
  2. Importo massimo: complessivamente fino a 50.000 euro per ogni beneficiario
  3. Modalità di rimborso: rate costanti, senza costi accessori o penali

Perché è importante il tasso zero?

Il tasso zero elimina i costi finanziari legati agli interessi, permettendo all’imprenditore di reinvestire più risorse nel business e di migliorare la propria capacità di sostenere spese operative e di marketing.

Vantaggi principali del Fondo Resto al Sud per start-up

VantaggioDescrizioneImpatto sull’impresa
Finanziamento a fondo perdutoCopre una consistente parte degli investimenti inizialiRiduce l’investimento personale e aumenta la liquidità
Prestito a tasso zeroConsente di accedere a un credito agevolato senza interessiFacilita la sostenibilità finanziaria nel medio-lungo termine
Copertura fino a 50.000 euroFornisce un capitale adeguato per molte tipologie di start-upPermette di pianificare con maggiore sicurezza gli investimenti
Accesso semplificato e veloceIter burocratico snello grazie agli incentivi pubbliciRisposta rapida e possibilità di avviare il progetto senza ritardi

Quali categorie di spese sono ammissibili?

Per ottenere il massimo dal finanziamento, ecco una panoramica delle spese ammesse che il Fondo Resto al Sud copre:

  • Acquisto di beni strumentali, come computer, macchinari e attrezzature
  • Spese per servizi, inclusi consulenze tecniche, legali e di marketing
  • Costi per il personale, limitati al primo anno di attività
  • Investimenti in formazione, fondamentali per il miglioramento continuo

Insomma, il connubio tra fondo perduto e prestito a tasso zero rende il Fondo Resto al Sud uno strumento davvero strategico per i nuovi imprenditori del Sud Italia, sostenendo concretamente l’innovazione e la crescita delle start-up.

Domande frequenti

Cos’è il Fondo Resto al Sud?

È un finanziamento pubblico che supporta la creazione di nuove imprese nelle regioni del Sud Italia.

Chi può accedere al Fondo Resto al Sud?

Imprenditori under 56, inclusi giovani e donne, che vogliono avviare start-up in attività produttive o servizi.

Quali sono le agevolazioni offerte dal Fondo?

Contributi a fondo perduto e finanziamenti a tasso zero fino all’80% delle spese ammissibili.

Punti chiave sul Fondo Resto al Sud per start-up

  • Obiettivo: Incentivare la nascita di imprese nel Mezzogiorno.
  • Bandi attivi: Pubblicati dal Ministero dello Sviluppo Economico.
  • Beneficiari: Imprenditori tra 18 e 56 anni, residenti nelle regioni target.
  • Settori ammessi: Produzione, commercio, servizi, turismo, agricoltura (con alcune eccezioni).
  • Importo finanziato: Fino a 50.000-200.000 euro a seconda del progetto.
  • Copertura finanziaria: Circa il 35% a fondo perduto, il resto come prestito agevolato.
  • Spese ammesse: Investimenti in macchina, attrezzatura, opere murarie e costi di gestione iniziali.
  • Tempistiche: Procedura snella e tempi rapidi per l’erogazione.

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